Cari ragazzi,
Loran ci riporta nuovamente in Giappone per questa nuova puntata della rubrica sull'arte omoerotica. E ci presenta un artista che ha fatto della mescolanza di simboli riti e leggende provienti da diversi paesi la sua chiave di interpretazione della sensualita' e sessualita' maschile. Buona lettura e buona visione.
Loran ci riporta nuovamente in Giappone per questa nuova puntata della rubrica sull'arte omoerotica. E ci presenta un artista che ha fatto della mescolanza di simboli riti e leggende provienti da diversi paesi la sua chiave di interpretazione della sensualita' e sessualita' maschile. Buona lettura e buona visione.
Sadao Hasegawa
(1945-1999)
(1945-1999)
Sadao Hasegawa è nato in una piccola città nel nord del Giappone. Era un ragazzo introspettivo che aveva pochi compagni di gioco ed ha trovato la sua gioia più grande delle meraviglie del mondo naturale. In seguito ha trovato la stessa meraviglia nei miti, nelle leggende, e nella storia dell’Africa, dell’India, della Thailandia e di altri luoghi nel sud-est asiatico. Ha selezionato e utilizzato le caratteristiche delle sue molteplici esperienze in questi luoghi che meglio si adattavano allla sua visione unica della bellezza e dei misteri dell’erotismo e della sessualità maschile.
Sadao non vide mai alcuna contraddizione nel coniugare gli stilemi di una maschera africana, dei miti tailandesi e delle pratiche giapponesi del bondage e della dominazione. Sadao non era interessato a costruire una filosofia globale e coerente o religiosa. Era un universalista che ha usato quello che più si adattava a lui per presentare la sua visione unica della sessualità maschile.
Per comprendere a pieno l'arte di Sadao bisogna apprezzare la varietà delle sue forme espressive in relazione con i soggetti dei suoi dipinti. L'arte è una presentazione della visione dell'artista, della sua realtà. Le prime opere Opere di Sadao furono pubblicate in giapponese nelle riviste gay negli anni ‘80, come Barazoku, Badi, ed altre.
Sadao non vide mai alcuna contraddizione nel coniugare gli stilemi di una maschera africana, dei miti tailandesi e delle pratiche giapponesi del bondage e della dominazione. Sadao non era interessato a costruire una filosofia globale e coerente o religiosa. Era un universalista che ha usato quello che più si adattava a lui per presentare la sua visione unica della sessualità maschile.
Per comprendere a pieno l'arte di Sadao bisogna apprezzare la varietà delle sue forme espressive in relazione con i soggetti dei suoi dipinti. L'arte è una presentazione della visione dell'artista, della sua realtà. Le prime opere Opere di Sadao furono pubblicate in giapponese nelle riviste gay negli anni ‘80, come Barazoku, Badi, ed altre.
Al prossimo, eccitante post! Il vostro Giorxgio
























































































































